Monday 01st May 2017,
Liguria Reggae

LR intervista gli Early Vibes

Una serata in compagnia, in ottima compagnia, degli Early Vibes, nuova e promettente band reggae di Recco, in provincia di Genova. Da tre anni sulla scena, la loro crescita musicale è stata notevole e, dopo aver iniziato facendo cover, oggi sono pronti a presentare il nuovo singolo scritto di loro pugno,nel testo e nella musica, con tanto di video-clip. La loro forza? La semplicità.

LRCiao ragazzi, è un piacere essere in Vostra compagnia

Francesco (EV)Ciao a tutti i followers di Liguria Reggae. Il piacere è tutto nostro. E grazie per l’ invito.

LRRaccontaci come avete iniziato

Francesco (EV)Siamo nati nel Settembre 2011 quando Daniele, Tommaso ed io, appassionati di reggae ed intenzionati a mettere su una band, ci siamo dati appuntamento in saletta. Venivamo tutti da altre esperienze musicali ma eravamo intenzionati a tirar su un progetto reggae tutto nostro. Così armati di tanta passione e buona volontà, abbiamo iniziato a mettere insieme i vari pezzi (sia umani che materiali) ed all’ inizio è stata dura. I primi tempi facevamo le prove senza il “charlie” della batteria, ma questo non ci ha mai fermato. Anzi è stato uno stimolo ad organizzarsi al meglio per raggiungere l’ obiettivo.

Tommaso al basso, Dani alla batteria ed io alla voce, abbiamo iniziato a “studiare” reggae, ascoltando tantissima musica giamaicana fine anni ’60 e ad imparare le prime covers. Da qui anche il nome Early Vibes.

Col tempo e la costanza, un pezzo alla volta, siamo riusciti a coinvolgere nel progetto tutti i pezzi mancanti fino a raggiungere la formazione attuale. Arriva Simone alla chitarra, Elisa e Sara ai cori e, come una benedizione, arriva anche l’ apporto di Toni La Corte. Tastierista storico di Sensasciou e Cool Reggae Band, tra le prime formazione reggae italiane, ha dato un apporto di esperienza fondamentale per poter crescere così in fretta. Marco entra al basso ed io passo alla seconda chitarra e Papa Paul, altro pezzo di storia del reggae ligure e nazionale. In Several Time, poi, abbiamo avuto il piacere di collaborare con Cecco Michelazzi, che ha fatto un ottimo lavoro e questa estate, abbiamo suonato con U Carbun, altro ultra veterano della scena.

Toni (EV)Macchè! Son loro che insegnano a me ogni giorno. E’ uno scambio quotidiano in cui si da e si riceve. E da loro ho ricevuto anche una nuova spinta, una nuova energia vitale. E’ magnifico! Con questi ragazzi ci toglieremo moltissime soddisfazioni.

LRQuindi tutto questo studiare finalmente trova sfogo nel primo singolo vostro “Several Time”

Francesco (EV)Diciamo che tutto lo studio e tutte le date che in questi due anni abbiam portato in giro avendo in repertorio circa 40 covers, ci hanno aiutato a fare esperienza, ad affinare il nostro affiatamento ed a capire che per ottenere dei risultati ci vuole tanta gavetta. E fare gavetta in Italia vuol dire anche trovarti in situazioni in cui devi portarti l’ impianto perché il locale non è provvisto e dover camallare come portuali, doversi adattare a palchi e situazioni non sempre ottimali, fare serata a rimborso o a cachet risori ed imparare a risolvere da sé i vari problemi. Ma la passione spinge ed in questi tre anni le date son state tante, aiutati anche da Liguria Reggae a da tanti amici che ci sostengono, e ci han dato la spinta giusta per produrre qualcosa di “nostro”. Da qui il progetto “Several Time”

LRInsieme al singolo, è uscito anche il video di Several Time, prodotto da Roberto Gabrielli, Basement Studio. Molto semplice, positivo e solare, mi pare rappresenti appieno lo spirito della band. Com’ è andata?

Tommy (EV) Un delirio (si ride). Diciamo che essendo il nostro primo video, sia a livello “recitativo” che di ripresa di suono live è stato abbastanza impegnativo. Ma sicuramente è stata un’ esperienza che ci ha aiutato a cementare i legami tra di noi, stando insieme quattro giorni e lavorando sodo. Credo che non ce lo scorderemo mai e sarà sicuramente una buona base per la prossima volta che dovremo registrare. Speriamo che il pezzo piaccia.

Francesco (EV)E’ un buon inizio. E sembra scritta proprio apposta per “l’ inizio”. Several Time, cerca, cerca, cerca e cerca, e fallo molte volte, finchè non trovi ciò che cerchi. E provaci col sorriso ed impegnandoti fino in fondo. Il pezzo è molto orecchiabile, molto soul.

Toni (EV)Il video è molto semplice, disarmante, a volte sembra risultare quasi infantile, ma molto comunicativo. Non c’ è stato bisogno di fare cose choccanti, rompere bottiglie o incendiare macchine per comunicare il messaggio a chi lo vedrà.

LRSappiamo che ognuno di Voi ha progetti paralleli più o meno attinenti. Ci volete dire qualcosa a riguardo?

Francesco (EV)Iniziamo col dire che è già in cantiere il secondo singolo che si chiamerà “Not Fair” e che sarà cantato da Sara. Ma di più al momento non posso svelarvi. Per quanto mi riguarda, personalmente ho iniziato ad avvicinarmi alla musica con l’ hip hop, prendendo spunto da questo movimento anche nel vestire: pantaloni larghi come le maglie e cappellino. Da lì è partita la mia ricerca, che mi ha portato a conoscere ed approfondire altri generi. E da qua nasce il mio primo progetto che a tutt’ ora, insieme all’ amico Daniele “ Bombola”, prende il nome di Gonzo e Bomboletta, in cui ci esprimiamo in rime e free style.

Tommaso (EV)Io vengo da un progetto che si chiamava Parcheggio Tangoni, a cui sono arrivato attraverso la mia passione per il reggae. Con i Parcheggio però, il nostro stile era molto punk, influenzato dalla scuola di Freak Antoni. Era più un esperimento, se vogliamo anche goliardico, che però ci ha portato, insieme a Daniele che con me ha condiviso questa esperienza, fino a qui. Inoltre è stato fondamentale per il mio riavvicinamento alla musica, quella live con una band, dalle quale mi ero temporaneamente allontanato per far fronte agli studi universitari.

Daniele (EV)Ho iniziato da poco a suonare batteria blues con Marco, il bassista, suo fratello ed una cantante. Facciamo cover, Eric Clapton e co.. Ho iniziato principalmente per conoscere nuovi stili, per allargare le mie conoscenze personali.

Francesco (EV)Poi ci sono Simone, che però da poco ha interrotto il suo progetto rock, Elisa che collabora con altri gruppi reggae locali e canta negli “I Figli Del Papa”, che propongono stornelli romani e Sara, grande appassionata di musica cubana e che ha tra i suoi progetti i Sabro Som ed i Rongo Rongo. Poi c’ è Marco, il più giovane della band, che da ques’ anno si è iscritto al conservatorio. Come vedete c’ è un sacco di fermento nell’ anima degli Early Vibes

Toni (EV): Sara è stato un jolly. Io ho votato caldamente per il suo ingresso nella band e non sono stato deluso. Una grande. Grande talento e grande disponibilità. Papa Paul ha iniziato a collaborare con noi e spero voglia proseguire questa collaborazione. Il suo magico tocco alle percussioni è insostituibile. Oggi come negli anni ’70 i gruppi a Genova si miscelano, si interscambiano, si fondono e si ricompongono ed ogni volta nasce una nuova sinergia. E non sempre questa sinergia funziona. Ma nel mio caso sono stato molto fortunato perché, sia con i ragazzi, che con uno dei miei progetti paralleli , il laboratorio“Reggae Lab” con Dindo Messina, da cui poi son nati Ripercussioni Sociali, Spaccagenova e Oltreilsuono e ho trovato le giuste sinegie ed i giusti accordi. Questa esperienza è finita per varie peripezie , tramutata in Wattabeat, e proprio l’ incontro con Francesco e gli altri mi ha dato nuova linfa vitale. Quando passai al bar di Daniele per chiedere se l’ invito a far due note fosse ancora valido, ed ancora più arrivando nella stanza male assortita dove confusione, libri e cianfrusaglie facevano da contorno a quella che doveva essere la saletta, ed abituato leggermente meglio, mi è sembrato di entrare in una favola. Come la prima volta che andai a casa di Quadrelli, nella saletta famosa del Cimitero di Staglieno, e componemmo “L’ uomo Delle Pulizie”, con l’ S-50, questa macchina multi traccia per registrare da cui rimasi affascinato. Ma tornando a noi ed alla domanda. Sara si merita 4,5, 10 gruppi, Dani anche lui ha un gruppo blues meraviglioso, Papa speriamo non suoni con troppi gruppi così rimane con noi. Su Marco ero titubante, mi sembrava un rockettaro della domenica, ma col tempo e tanto studio mi son dovuto ricredere. Ora spacca. Fra, dopo tre anni, sono riuscito finalmente a vederlo sul palco con Bobomboletta. E sono rimasto estasiato. Mi impressiona il lavoro che ha fatto su se stesso, la sua voglia di migliorare ed i suoi progressi. A 54 anni mi trovo in una favola e mi stupisco di come in un anno questi ragazzi si siano tramutati in artisti. Senza nulla togliere a mio figlio, a cui voglio un bene dell’ anima, devo dire che questi ragazzi hanno preso un pezzo del mio cuore e gli voglio un bene enorme. Hanno riacceso una fiamma che si stava indebolendo. Sono rinato, mi pare di riavere 30 anni. Ora siamo in studio con i Wattabeat per registare il disco, che dovrebbe chiamarsi Blu Town, nato alla Buridda e che tra mille difficoltà riesce a vedere la luce.

LRProssime cose?

Francesco (EV)L’ idea era chiudere la stagione in primavera, con le date fissate e quelle che verranno, e poi fermarsi a giugno per una pausa in cui rinchiuderci in saletta e riorganizzarci….

Toni (EV)Io questi ragazzi li adoro… ma non hanno ancora capito una cosa. Alla mia veneranda età e dopo una vita passata con uno come Quadrelli, per cui non esistevano pause, bisognava provare e suonare, provare e suonare, non ho nessuna voglia di rinchiudermi… ogni prova esigeva due brani nuovi da presentare al concerto successivo. Ogni concerto! Cascasse il mondo. Se no poi la gente si rompe. E noi dobbiamo andare avanti. La volta che ci siam rinchiusi, ci siam ritrovati a provare ad agosto senza cavare un ragno dal buco. Bisogna suonare. Ed allenarsi. Per una musica percussiva, in cui devi suonare tutti gli strumenti come fossero tamburi, il tamburo deve essere come il battito del cuore. Sempre presente. Se vuoi proporre una musica non tua, di un altro continente, se non ti alleni quotidianamente e non la fai diventare tua, non sarai mai in grado di farla bene. E’ come vedere un giamaicano suonare la tarantella, sarebbe ridicolo. Ed a volte mi sento un po’ così. Un bianco che fa reggae su un placo. Ma non mi importa, a me questa musica piace, mi riempie il cuore e l’ anima. Il reggae, secondo me, è la musica che meglio accompagna l’ anima. Come lo zukè in Guadalupe e Martinica. Il reggae è la musica di che ti da un po’ di più al giusto prezzo, al giusto modo, sia elegante che comunicativo. Speriamo che con Red and Blu Prod. (di cui mi occupo), Liguria Reggae e Oltreilsuono, Associazione rinata da poco dopo un periodo di stop, le collaborazioni si stringano e si possa continuare a crescere tutti insieme.

LRE’ stata una bella chiacchierata, vi salutiamo e vi ringraziamo della disponibilità.

Francesco (EV)Grazie a voi. Un saluto a tutti i lettori che invitiamo a seguirci su facebook “EARLY VIBES” ed a clikkare e condividere il nostro video “SEVERAL TIME”. Potente contattarci per booking ed info a questo indirizzo mail: reggaeearlyvibes@gmail.com – PAGINA FACEBOOK UFFICIALE

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