Monday 01st May 2017,
Liguria Reggae

MACKA B live – CSA PINELLI

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In una insolita tardiva torrida notte d’estate ed in una città quasi deserta, Liguria Reggae ha portato presso il Centro Sociale “Pinelli” il singer rasta inglese Macka B sulla scena ormai da circa 30 anni. Il suo stile è quello tipo “chanting” conscious, ed il suo stilein tutti questi anni non è cambiato molto in realtà,concedendo poco spazio alle “mode del momento”.

Liriche consapevoli, spesso ironiche e taglienti sempre però sempre nel nome di Jah Rastafari I. Cosi come era accaduto per Lee “Scratch” Perry, anche lui è accompagnato dal figlio che gli mette le basi (eh eh! Keep it in the Family).

I massicci fortunatamente dopo mezzanotte riempiono la sala, ma onestamente di spazio ce n’era ancora. Questa sera fa veramente caldo e molti si intrasttengono nel cortile all’aperto.

Prima dello show hanno intrattenuto i massicci , che arrivavano a gruppetti, le selezioni dei djs: Ranking Fabio, Fredo ed Henry from Cuffa Sound

Il 48 enne alto,carismatico con un vocione possente mette subito in chiaro una cosa: i primi saluti sono per Jah, questa è “la sua musica”. Confidente e sicuro apre lo show con la hit “Rasta Rise again”; le basi sono quasi tutte suonate dai Robotics e mixate da Mad Professor in puro “english style” cosi diverso da quello “giamaicano” da cui però sono nate il dubstep, il drum & bass e la Jungle.come anche Macka B giustamente ricorda. Pur essendo “Roots rock Reggae” canta anche su basi “stepper”,”digital” e “Studio One”, non disdegnando anche di cantare su una base dubstep con spruzzatine di Jungle, dimostrando non solo la sua versatilità ma anche che dal vivo, fa la differenza. Cita più volte Burnin Spear, Bob Marley e Peter Tosh, dicendo che la “loro musica non morirà mai” e tutti sembrano d’accordo! Bene, bene!.Seguono poi le “ganja tunes” che però in bocca sua,che le cantava in “tempi non sospetti”, hanno veramente un senso.

Natural Ganja” su una base tipo “Your love gotta’s hold on me” di Dennis con una dedica speciale non solo ai Ganja Men ma anche alle “Ganja Ladies” (che forse sono anche più numerose dei maschietti ?) con la frase rasta “fi have a ganja babies”(da non tradurre letteralmente), e “Medical Ganja” su digitalone tipo “sleng teng”, dove ci ricorda “che è la cura delle nazioni”.

Ma poi sorpresona arriva la ganja tune più famosa della storia.”Legalize it” di Tosh (la base però è come quella dove ci canta Luciano) dove Macka dopo averla cantata ci improvvisa sopra delle “ganja” lirics. A questo punto vorrei indirizzarmi a tutti quelli che “dimenticano” di suonare nelle loro serate le Reggae Superstars come appunto Winston, Nesta e MacIntosh, ma questa è un’altra storia.

Poi non può mancare un riferimento alle “guerre nel mondo”, con “No more war” con special mentione a quello che succede in Palestina;come già detto versatile si dimostra a suo agio in”any style,any pattern”con passione e “know how” . Il momento clou dello show è secondo me quando tira fuori dal tascone della giacca un 45 giri. Va “tuttu ben” dice pc, telefoni, cd, ecc,ecc, ma il vinile è una “music you can touch”,come tutti gli appassionati sanno, e che una collezione reggae non lo è veramente senza i “45”. Il ritmo è micidiale, i pochi seduti si alzano tutti, il ritmo è “alla Studio One” e la base è quella di “54-46” di Toots (non l’ho mai sentita7senti però “tagliata” in questo modo però).

É questa la canzone che ottiene più “pull up” e questa da sola valeva secondo me lo show.

Ogni tanto “lascia correre”le basi che sono tra le cose migliori reggae che si possono ascoltare nel Regno Unito; mi sembra di riconoscere i fiati della sezione degli Aswad, Eddie Tan Tan e Bammie Rose, e quando dopo lo show glielo chiedo, lui ride e non “risponde”! Bingo!!.

Lo show è durato circa un oretta e qualcosina, qualcuno si lamenta della durata; ma secondo me a prescindere che i genovesi “mugugnano sempre”, secondo me qualcuno confonde la quantità, ovvero la durata dello show, con la qualità. Dopo lo show, sulla via dell’hotel, gli ricordo che la prima volta che è venuto a Genova fu negli anni 90 a “Sanpedenna” e che poteva anche cantare “Cristoforo Colombo” visto che aveva suonato nella sua città natale; visto? Mi sto lamentando anche io.!!

Poi abbiamo avuto un bel reasoning sugli ormai scomparsi bei negozi di dischi che c’erano una volta a Londra, dandomi la certezza che canta quello che pensa e pensa quello che canta.

E questo non è poco!

Doctor Pablo

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