Monday 01st May 2017,
Liguria Reggae

PRISON SONG

Fabrizio Gresti 24 agosto 2014 Reggae Speak A Corner Nessun commento su PRISON SONG

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PRISON SONGS

Canzoni dedicate alle carceri o ai carcerati. Sicuramente spetta ad Elvis la tune più famosa del Rock (and Roll): Jailhouse Rock. E nella musica reggae?Sono stati molti gli artisti dell’isola finiti nella famigerate carceri giamaicane, tra cui il tristemente “famoso” “General Penitentiary” (vedi Black Uhuru) di Kingston, e quasi sempre per reati connessi all’uso e/o possesso di Ganja (Marihuana), e queste sono alcune prison reggae songs.

On the Rock” degli Israel Vibration, quando erano ancora in 3 e dedicata “ai fratelli dietro le sbarre, e a quelle carceri “never empty” come canta Skelly; un altra canzone potrebbe benissimo essere “Roadblock” (Rebel Music) di Bob Marley &The Wailers; voi dite che non parla di prigione? Beh provate un po’ a guidare con un mezzo etto d’erba senza documenti (non solo in Giamaica) e vedrete un po’ cosa succede. Poi c’è quella che ogni rispettabile dj, non può non mettere e che tutti gli appassionati di questa musica conoscono fino quasi alla nausea (è un po’ claustrofobico dai!) “54-46 (that’s my number) di Toots & The Maytals appunto il numero assegnato a Toots durante il suo soggiorno in carcere per possesso di ganja.

Un’altra potrebbe anche essere “Noa go a Jail” di Peter Tosh, un abituè in quanto a pestaggi e brevi soggiorni in carceri giamaicani, che però diceva che non andava “più dentro per uso di ganja..” “adesso l’ispettore è un mio amico..” canta il “Bush Doctor” nel suo modo ironico.

Da Bunny Wailer, che si perde il “rocksteady” perché “dentro”, a Peter Tosh, da Lee Scratch Perry a Shabba Ranks sono molte le stars e superstars che finiscono in prigione, e di conseguenza non sono poche le liriche dedicate ai “brothers behind bars”.

Bob diceva che ogni argomento è buono per scrivere una canzone; anche se parla di prigione?

E’ perche no?

Io però ho pensato che la canzone perfetta sia “Prison Oval Rock” di Barrington Levy.

Uno dei singer più dotati e versatili della musica reggae, grazie alla sua ugola d’oro può spaziare dal early roots, al dancehall ragamuffin con vero stile e passione; la sua voce ti “spacca” e i suoi “Wooo sii, Wooo gwan..”, che ancora oggi sono campionati un po’ dappertutto, rendono “Under mi Sensie”, una delle canzoni pro hemp più famose di sempre della dancehall music.

L’anno è il 1984, lo stile è il “Cool & Deadly”, nome che disegnava uno stile e a cui, come il “Water Pumpin” (vedi Johnny Osbourne), corrispondeva anche un ballo.

Le “dance” erano un paradiso, il “digital” non c’era ancora e i ritmi, suonati ancora da tutti i musicisti, erano lenti e melodici. Fratelli e sorelle ballavano vicino guardandosi negli occhi ancheggiando ed ammiccando, ma le volgarità e le dinamiche che si vedono adesso erano del tutto assenti; il basso “camminava furbetto con pause furtive” e la batteria “tirava indietro” alla grande, i battiti per minuto erano quelli giusti e tutti potevano “skankeggiarsela” tranquillamente alla grandona; “Cool,” tranquillo, appunto ma “Deadly” letale.

E’ anche un po’ quello che dice Anthony B in “Waan Back” sulla base di Night Nurse di Gregory Isaacs, ovvero i tempi d’oro della dancehall; ma questa è un’altra storia.

Maestri assoluti di questo stile erano i Roots Radics che in quegli anni superano anche Sly & Robbie come band più richiesta nell’isola per “rub a dub a version sessions”.

I rudeboys ,“negli angoli” come canta Barrington, guardavano con finto distacco gli “wining” delle “sorelle”, ma i loro “gesti” e movenze fanno ormai parte di questo periodo.

Ultimamente nella moda del “old time sometimes come back again” qualche dj risuona e ripropone questo stile. Ma questa è ancora un’altra storia.

Prison Oval Rock” parla di un famoso carcere a Spanish Town, per come vengono trattati i carcerati, e questo era tutto quello che sapevo, ma le liriche che parlano di guardiani che “ballano” e di prigionieri che “scappano”mi avevano sempre colpito, ma forse era solo la voce splendida di Mr. Levy.

Poi dopo tanti anni ho saputo cosa forse c’è dietro . Questo è quello che ho ricostruito.

A Spanish Town quando c’erano degli show, questi si tenevano nei pressi del carcere; forse perché non c’era altro spazio. Il palco veniva montato vicino e da una parte della prigione era possibile vedere lo show. I carcerati potevano cosi vedere gli spettacoli, qualcuno dice che gli artisti esibendosi salutavano, ringraziavano e portavano messaggi ai vari prigionieri (“Tua moglie ha detto che ti aspetta”, “I tuoi figli stanno bene”, “devi dei soldi a Sam” ecc,ecc).

Qualcuno poi racconta che anno dopo anno si cercava di costruire il palco più vicino possibile alla prigione, ma qualcuno se ne accorgeva lo smontava e si doveva rifarlo; si racconta che gli artisti e i musicisti per farsi vedere e non solo sentire si riversassero da quella parte dove era possibile essere visti dai”prigionieri”,creando delle buffe disposizioni sul palco; molti dicono che alle volte la musica era cosi forte che i muri sembravano sul punto di sbriciolarsi.

Le autorità ad un certo punto, fà notare qualcuno, cercarono di vietare i concerti, ma non si ottenne granché (eh”eh”!!),la musica entrava dappertutto e i detenuti minacciarono una rivolta per questo ipotetico divieto.

Una delle copertine più famose e secondo qualche critico il “one riddim album” più bello del reggae “Stalag 17”(dal nome del famoso campo di concentramento) raffigura nei bei disegni di Limoneus-famoso disegnatore di copertine reggae- una prigione dove i prigionieri ballano coi guardiani, e dove il plotone di esecuzione non “spara” sul condannato perché “the music so sweet”.

Il ritmo? Avete presente Tenorsaw? Ring the alarm? Bene! Allora suonatelo!!

Comunque si dice che presto anche i maggiori artisti dell’isola volessero esibirsi a Spanish Town e che ci furono delle serate che valevano dei reggae sunsplash a Mobay o Super Jam a Negril.

Forse fin qua era una bella storiella, poi un po’ di tempo fa conosco tramite la rete, un tizio che guarda un po’ abitava vicino a quella prigione e mi ha raccontato questa storia che adesso vorrei dividere con Voi. “I fottutissimi guardiani ballavano man,e credimi qualcuno faceva il gun salute al cool & deadly, una volta durante dei disordini qualcuno riusci a scappare e vennero presi quasi tutti,; uno sceriffo (lo stesso a cui Bob ha sparato?) seppe subito dove fossero i restanti fuggiaschi : in mezzo al (fottutissimo) pubblico man”

Suonava il cool & deadly, magari Roots Radics sul palco, e nessuno può fermarlo!No?!

In Giamaica? Sarebbe come fermare il derby cittadino vero? Provateci!!.

Il mio amico, Reggae George, continua dicendo, che “i guardiani, circondata l’area, non osarono arrestare i detenuti che mischiati col pubblico ballavano gustandosi quei momenti di libertà, ma aspettarono la fine dello show..man”. “I musicisti che avevano capito tutto, fecero si che l’ultimo pezzo durasse una infinità…appena finito zac sarebbero stati tutti presi” ed allora? “E allora vai con un pò di dub…che questa volta sembrò non solo far crollare le mura del carcere, ma anche dell’intera cittadina..” e dopo il dub del dub del dub, e mi fermo quab.

Ma scusate Non vi viene in mente il film Blues Brothers?

Con la scena del concerto finale quando lo sceriffo che gli deve arrestare, li lascia finire di suonare perché “saranno pure dei fuorilegge ma suonano bene”; per lo meno è questo il messaggio che traspare.

Una volta riacciuffati e rimessi dentro ci fù un processo, dove si volevano non solo punire i carcerati, ma anche giudicare i guardiani e sapere come fosse stata possibile la fuga dei reclusi; si vocifera che gli avvocati delle parti sottolinearono l’evento “eccezionale” e tra le carte del processo risaltava spesso la frase “music was so sweet”, dub music ah so nice”, insomma cose cosi.

Non so se questa storia sia vera e non l’ho “presa” dalla rete, chissà forse ci siamo inventati tutto, ma il giudice assolse tutti!! E basta. E io penso che abbia anche voluto ascoltare il pezzo, e una volta fatto sia sia reso conto che.. Ok!tuttu ben! E’ vera e rimane però la canzone con le sue parole “What a cool & deadly..some call it Spanish Town a Prison Oval Rock, the wardens are skanking, the prisoners them watching, they try to escape when they hear the music play, so..”No so chi ha copiato chi, ma io la vedo una storia plausibile;e forse ancora una volta sono “gli altri” che copiano i “giamaicani” e non viceversa. Ma forse,anzi sicuramente, è solo il potere della Musica, che a prescindere da tutti e da tutto unisce come l’amore (quello vero)

Questa è dedicata a tutti i fratelli e le sorelle dietro le sbarre e a tutti quelli che “in carcere”, quando “sentono” la musica, vorrebbero “scappare”. One heart. 

Doctor Pablo

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